Proseguono i restauri del Crocifisso di Mirandola

Sono entrati nella fase conclusiva i lavori di restauro del prezioso Crocifisso del Duomo di Mirandola, gravemente danneggiato dal sisma del maggio 2012. Il restauro, sostenuto da Franco Cosimo Panini Editore, è iniziato nei primi mesi del 2013 sotto la direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza BSAE di Modena e Reggio Emilia e ha portato alla luce sorprendenti novità. Il Crocifisso, fino ad oggi ritenuto un’opera in gesso risalente al Settecento, si è rivelato un manufatto in legno policromo molto più antico: la scoperta è stata confermata anche dalle analisi stratigrafiche, che hanno permesso di dimostrare le numerose ridipinture a cui è stato sottoposto nel corso dei secoli. In generale, i restauratori si sono trovati di fronte a un’opera dalla straordinaria qualità estetica e materiale.
I lavori di restauro sono iniziati con un intervento di pulitura e fermatura di tutte le porzioni di superficie pittorica sollevate e cadenti, a cui sono seguite la ricomposizione dei frammenti e la rimozione delle ridipinture più recenti fino ad arrivare a scoprire la decorazione policroma, presumibilmente settecentesca, ancora integra nella sua qualità e consistenza materica. Altrettanto importante è stato l’avvio dei lavori di sgombero delle macerie all’interno della chiesa, condotto dai Vigili del Fuoco nell’ambito delle attività di messa in sicurezza dell’edificio, finalizzato al recupero dei frammenti ancora mancanti. Le attività, portate a termine nel mese di aprile grazie al supporto tecnico di un restauratore, hanno permesso il ritrovamento di un braccio e del piede sinistro che sono stati trasportati presso il laboratorio di restauro per il riassemblaggio con il resto del corpo.

Franco Cosimo Panini Editore sostiene i lavori di recupero del Crocefisso devolvendo venti euro per ogni copia venduta del libro “Interno perduto. L’immanenza del terremoto”: il volume raccoglie 40 fotografie a colori dell’artista Giovanni Chiaramonte realizzate fra le macerie della Bassa Modenese pochi giorni dopo la scossa del 29 maggio. Ogni immagine è commentata da Arturo Carlo Quintavalle, che nell’introduzione illustra e spiega ai lettori lo sguardo rivolto da Chiaramonte ai suoi soggetti e le scelte di inquadratura e ripresa. Altri testi, firmati da Nina Bassoli, Annegret Brug e Pierluigi Nicolin affrontano le questioni legate al paesaggio, al restauro e alla gestione del patrimonio architettonico nel post-terremoto.

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