LA GRAMMATICA SFORZA Due libri per l’educazione di un principe

Edizione in facsimile dei codici 2167 (Grammatica del Donato)
e 2163 (Liber Iesus) della Biblioteca Trivulziana

Da novembre 2016 LA GRAMMATICA SFORZA, l’atteso codice miniato composto da due libri -la Grammatica e il Liber Iesus- i cui originali sono custoditi alla Biblioteca Trivulziana di Milano, andrà ad arricchire la “La Biblioteca Impossibile”, la preziosa collezione di facsimili dedicata al Rinascimento

LE ORIGINI
Intorno al 1496, il duca di Milano Ludovico il Moro lasciò in dono al figlio Massimiliano due libri preziosi: erano i testi grazie ai quali il giovane principe avrebbe appreso i rudimenti della lingua latina e, al contempo, le virtù morali, religiose e civili indispensabili per l’educazione del futuro duca. A prova del prestigio della famiglia Sforza, i due volumi furono arricchiti di miniature straordinarie: veri e propri dipinti su pergamena, destinati a eternare la grandezza della corte milanese.

LA GRAMMATICA DEL DONATO

Conosciuto anche con il nome Ianua, il codice è una Grammatica latina ispirata all’opera dell’autore Elio Donato, vissuto nel IV secolo e noto anche per essere stato il maestro di San Girolamo. I testi di Elio Donato furono utilizzati come fondamentali strumenti di consultazione e di studio per tutto il Medioevo e anche in età umanistica.
L’apparato illustrativo, si deve a vari miniatori lombardi, tra i quali spicca Ambrogio de Predis, pittore che aveva collaborato con Leonardo per la Vergine delle Rocce: i due ritratti di Massimiliano bambino e del padre Ludovico, all’inizio e alla fine del codice, sono forse il suo capolavoro assoluto. Straordinario il ciclo di miniature, che illustra momenti quotidiani della vita del piccolo Massimiliano, mostrandoci il percorso educativo del futuro duca: dalla sfera quotidiana scolastica fino al trionfo militare e alla scelta della Virtù che farà di lui un principe giusto. Molte immagini sono corredate di una didascalia in italiano volgare, mentre il resto del testo è in latino.
Il manoscritto ha conservato la legatura originale in pelle, impreziosita da impressioni a secco e dorate, con gli stemmi e le imprese del duca Sforza.

IL LIBER JESUS

Il secondo, delizioso manoscritto è noto come Liber Iesus e contiene l’abbecedario, i dieci comandamenti e le principali preghiere in latino, oltre a una serie di ammonimenti e consigli per il piccolo Massimiliano. Il libro, scritto e illustrato nello stesso periodo della Grammatica, prosegue e completa il percorso educativo del principe, e per questo condivide con essa la medesima ricchezza figurativa, con scene di straordinaria suggestione visiva.
La legatura del codice, in pergamena, è settecentesca.

LA STORIA DEI CODICI
La Grammatica del Donato e il Liber Iesus furono acquistati nel Settecento dal grande collezionista ed erudito don Carlo Trivulzio. I due codici sforzeschi confluirono così nella ricca collezione libraria che i Trivulzio, antica famiglia milanese, avevano iniziato a raccogliere a partire dal Quattrocento. Nel 1935 il Comune di Milano acquisì tutte le collezioni dei Trivulzio: gli oltre 1500 volumi del fondo – manoscritti, incunaboli, cinquecentine, libri a stampa antichi moderni – andarono così a costituire la Biblioteca Trivulziana. La Grammatica e il Liber Iesus furono dunque condotti nella nuova sede, presso il Castello Sforzesco. Fu allora, poco prima del trasferimento, che uno dei fogli più importanti della Grammatica – la carta 3, con il frontespizio dell’opera miniato da Ambrogio de Predis – sparì per sempre, forse trafugata da ignoti.

Uno dei motivi di maggiore interesse del facsimile è infatti la reintegrazione della carta 3 della Grammatica, dispersa tra il 1913 e il 1935: sul recto era una miniatura a tutta pagina di Ambrogio de Predis, sul verso l’incipit del testo riccamente decorato da Giovan Pietro Birago.
Grazie a un’antica fotografia in bianco e nero del foglio e alle dettagliate descrizioni degli inventari storici – che indicano i diversi colori presenti – Franco Cosimo Panini Editore ha potuto ricostruire il presunto aspetto originale della decorazione. Dopo un accurato studio della tecnica pittorica dei due miniatori e il confronto con l’apparato decorativo del codice, sono stati individuati i valori cromatici e tonali di ogni parte del foglio. Su questa traccia, un’esperta miniaturista ne ha riprodotto la colorazione, utilizzando strumenti e materiali conformi a quelli utilizzati nel Quattrocento (pigmenti a base minerale, vegetale e animale macinati finemente e mescolati con gomma arabica con l’aggiunta di fiele di bue per migliorarne l’adesione al supporto pergamenaceo).
Il facsimile, completo della carta perduta, permette così di ammirare e sfogliare lo splendido codice così come si presentava agli occhi del piccolo Massimiliano Sforza.

LA BIBLIOTECA IMPOSSIBILE
La Grammatica Sforza fa parte della collana “La Biblioteca Impossibile”, la più autorevole e preziosa collezione di facsimili dedicata al Rinascimento. Un progetto unico per completezza e rigore scientifico inaugurato nel 1995 con la Bibbia di Borso d’Este e proseguito, anno dopo anno, con la riproduzione dei massimi lavori della miniatura.
La Grammatica Sforza è il quindicesimo codice.

Per saperne di più sul facsimile e consultare la galleria immagini:
http://grandiopere.fcp.it/facsimili/grammatica-sforza
www.grammaticasforza.it

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